Il ruolo dei rifiuti nello sviluppo delle politiche ambientali europee è stato fondamentale: la Commissione europea, con la Direttiva 2008/98/CE, stabilisce 3 principi generali che saranno alla base di tutta la disciplina successiva:

  • il principio di prevenzione: il primo obiettivo è la riduzione della produzione di rifiuto;
  • la responsabilità del produttore: in linea con il principio «chi inquina paga», i costi ambientali sono a carico di chi produce il rifiuto;
  • il principio di prossimità : il rifiuto deve essere destinato alla struttura idonea più vicina al luogo di produzione.


A partire da questi principi, la Commissione definisce la gerarchia preferenziale delle modalità di gestione, le caratterizzate da una priorità decrescente:

  • Riduzione: comprende le strategie di prevenzione dei rifiuti per ridurne la quantità e la pericolosità ;
  • Riutilizzo: include le azioni che portano a un nuovo utilizzo del prodotto, che quindi non è più un rifiuto;
  • Riciclo: prevede le strategie per riutilizzare come materie prime materiali di scarto altrimenti destinati allo smaltimento;
  • Recupero energetico: la combustione dei rifiuti con il recupero del calore sviluppato e il suo utilizzo diretto o per la produzione di energia elettrica.


Solo il rifiuto che non si riesce a ricondurre a una delle quattro categorie prioritarie di gestione descritte può essere indirizzato allo smaltimento finale (discarica controllata o impianto di incenerimento senza recupero energetico).

 

COSA È IL CSS?

CSS è l’acronimo di Combustibile Solido Secondario, ovvero un combustibile prodotto a partire da rifiuti non pericolosi di varia natura (rifiuti urbani, rifiuti speciali, fanghi, etc.) che non sono più economicamente riciclabili e destinato ad essere valorizzato energeticamente in impianti energivori (centrali termoelettriche, cementifici,..) che realizzano una sostituzione calorica più meno spinta dei combustibili tradizionali (es. pet-coke, carbon fossile, etc).

I CSS sono ancora considerati rifiuti (salvo che si tratti di CSS-Combustibile ai sensi dell’art. 184 ter del d.lgs. 152/06) e rispondono a precise norme tecniche europee per quanto concerne:

  • la classificazione e specifiche;
  • metodi di campionamento;
  • metodi per la preparazione del campione di laboratorio;
  • metodi concernenti le determinazioni analitiche;
  • sistemi di gestione per la qualità – Requisiti particolari per la loro applicazione alla produzione di combustibili solidi secondari;

PERCHÉ PROMUOVERE L’IMPIEGO DEI CSS?

Molti rifiuti, seppur non ancora avviabili al riciclo, detengono un grande potenziale energetico utilizzabile per alimentare impianti energivori.

L’utilizzo di CSS concorre a ridurre drasticamente il ricorso alla discarica e quindi gli impatti ambientali ad esso correlati.

La diffusione della pratica di valorizzazione energetica dei rifiuti è una concreta risposta alla problematica gestione dei rifiuti.

Un infittimento impiantistico su tutto il territorio nazionale di produttori ed utilizzatori di CSS consentirebbe di trattare e recuperare i rifiuti non riciclabili (ma ancora potenziali risorse) là dove sono stati prodotti, limitando il trasferimento dei rifiuti fra regioni e quello transfrontaliero.

L’utilizzo del CSS nei processi di combustione e co-combustione consente una significativa riduzione delle emissioni complessive di CO2 in atmosfera.

Per un paese quale l’Italia, particolarmente povero di materie prime, la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili a favore dei CSS rappresenterebbe un vantaggio economico per le imprese della filiera dei rifiuti e quindi un impulso all’incremento dell’occupazione sul territorio.

Convergere con i principi e con l’ordine di priorità stabilito dalla gerarchia dei rifiuti nella Direttiva 2008/98/CE significa ridurre i costi relativi alla gestione integrata dei rifiuti e quindi sulla tariffazione imposta ai cittadini.

HIQ-CSS

Il processo di produzione del HIQ-CSS avviene lungo una complessa linea in cui convergono le migliori tecnologie disponibili nel settore a livello internazionale.

Le fasi della lavorazione del rifiuto sono:

  • introduzione del rifiuto in un trituratore primario/spaccatore che esegue una grossolana riduzione della pezzatura;
  • deferrizzazione per eliminare gli elementi ferrosi eventualmente presenti nei rifiuti;
  • separazione aeraulica che consente di scartare i rifiuti non combustibili tramite lettura del relativo peso specifico;
  • selezione mediante NIR ad infrarossi ai fini del riconoscimento e successivo scarto delle plastiche clorurate;
  • triturazione secondo i requisiti di pezzatura richiesti dall’utilizzatore.